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I reperti archeologici del Museo Civico di Belriguardo

In questa sezione del sito vi presentiamo i reperti più interessanti tra quelli esposti nella sezione archeologica del Museo.
Vi ricordiamo che nel Museo il wifi è gratuito: potrete quindi usufruire di questa pagina come una sorta di guida virtuale al museo (anche in lingue diverse dall’italiano).

Buona visita!

VETRINA 1 IV-III sec a.C
Frammenti di ceramica etrusca. Ceramica molto semplice ma molto interessante ritrovata in zona; su questa ceramica sono graffite lettere dell’alfabeto etrusco, su di un frammento (n. 5) possiamo leggere anche una parola: kuru = facendo.

VETRINA 2 (sporadici): Epoca romana. Si tratta di oggetti trovati per caso durante lavori agricoli o edili e consegnati alle autorità.
Testa di Giove Serapide (n. 3): ha un canestro di vimini in testa, è una divinità adorata nella città egizia di Serapis, da qui il nome serapide. È un insieme di elementi ellenistici ed egizi divulgati dai romani in tutto il mediterraneo.
Statuetta del dio Mercurio (n. 2): statuetta in bronzo che rappresenta Mercurio, il messaggero degli dei. È stato ritrovato in una cantina a Voghenza ad inizio 900 durante i lavori di costruzione per una villa.
Frammento di vetro da finestra (n. 8), simbolo di lusso assoluto.

VETRINA 3 (schola?). Servizio da cucina.
Anfora (n. 1). Nella struttura era piantata nel terreno, spuntava solo il collo e manteneva al fresco il cibo per un certo periodo. Conteneva il grano.
Hydria (n. 1): anfora più piccola per servire l’acqua. Presenta una scritta sulla spalla: Herm.Aug.L. ovvero: Hermes, liberto (= schiavo liberato) dell’Augusto (dell’imperatore)
Piattelli, ciotoline, Poculi: tutto il servizio per mangiare e per bere.
Scodelloni (n. 1 e 1): servivano per sgranare sementi e granaglie e sono quasi uguali, se non identiche, a quelle che usano oggi in nord Africa per fare il cuscus.
Mortaio in pietra (n 1): per preparare cibi più elaborati
Peso da Telaio (n 2): oggetto tronco piramidale, rotto in cima dovrebbe avere un foro dove far passare il filo per tenerlo teso mentre si filava al telaio.

VETRINA 4 (Schola?). Bronzi

Diploma di Honesta Missio (n. 1): diploma di pensionamento di un militare della flotta di Classe di origina dalmata. Documento con cui l’imperatore Traiano gli concedette la cittadinanza italica e il permesso di sposarsi con una donna sola. Grazie al nome dei consoli che è riportato sul diploma possiamo datare il reperto al 100 d.C ed è la prima volta, in tutto l’Impero Romano, che una flotta militare è chiamata Pretoria.
Tromba (n. 7): Tutta in bronzo, tranne la parte del manico in ottone, è lunga 90 cm, ad oggi è la bucina più piccola trovata in tutto il mondo romano.
Oggetto di decorazione, molto probabilmente oggetto di culto, rappresenta due leoni che poggiano la zampa su due scudi su cui è stato lavorato il volto del dio Attis, familiare della dea Cibele (dea della prosperità). In molte rappresentazioni dell’epoca la dea Cibele era rappresentata su un carro trainato da due leoni.
Bronzetti: Minerva (n. 10, peso da bilancia); Iside (n. 11), Lare (n. 12) divinità protettrice del focolare domestico.
Serratura (n. 8-9, toppa, copri toppa e chiavistello ), molto simile a quelle che venivano usate nelel case di campagna fino a pochi decenni fa.
Pinzette molto simili a quelle utilizzate ancora oggi.

Vetrina 5 (Schola?)
Frammento di ceramica (terra sigillata) con iscrizione graffita (n. 2), la frase è sicuramente riferibile ad una lingua semitica: ebraico secondo alcuni studiosi, neopunico per altri
Lucerna (n. 4), è rappresentata la lavorazione del vetro in epoca romana: un artigiano prepara gli ingredienti e l’altro lo soffia, esattamente come avviene oggi. Grazie a questa lucerna si è dedotto che il vetro proveniente dalla struttura e dalla necropoli veniva prodotto localmente e non importato.

Vetrina 6 (necropoli romana I-III sec. d.C.)
Balsamario (= contenitore per profumi) a forma di dattero, si tratta di un vasetto in vetro brunito a forma di dattero che era il simbolo della rinascita.
Colla di ambra (n. 4) con ciondoli lavorati a forma di animali.

Vetrina 7 (necropoli romana I-III sec. d.C.)
Ambre (n. 1): collana di forma più semplice; fuso per filare, fatto in ambra per far capire che si trattava di una persona importante (all’epoca l’ambra era più preziosa dell’oro perché si credeva che avesse poteri magici).
Braccialetto ed orecchini d’oro (n. 2)

Vetrina 8 (necropoli romana I-III sec. d.C.)
Anelli di ambra (N. 6): testa femminile, raffigurazione conosciuta anche in Veneto nella zona di Adria; è acconciata Plotina, moglie di Traiano.
Amorino su un carro (n. 7) che sprona i cavalli, altri due amorini poggiati di schiena e una Nike (vittoria alata). Sono anelli da cerimonia. Quest’ultimo è un pezzo unico al mondo.

Vetrina 9 (necropoli romana I-III sec. d.C.)
Balsamario in sardonice (n. 2) a 4 colori (indiana?). Creato ad Aquileia nel II sec d.C., è stato svuotato dal foro superiore (dal diametro di centimetri 0,8). Le pareti del vasetto hanno uno spessore di 2-3 millimetri, in effetti il balsamario risulta trasparente. Si tratta di un pezzo unico al mondo.

Vetrina 10 (necropoli romana I-III sec. d.C.)
“Beauty Case” , era fatto di legno e rivestito con pergamena (n. 1). Tutti gli oggettini erano contenuti al suo interno: spatoline in ambra (n. 5) e in osso (n. 6), spilloni in osso per fermare i capelli (n. 8) e anellino d’oro con smeraldo n. 10).

Vetrina 12 (necropoli romana I-III sec. d.C.)
Coppa di vetro (n. 2)

Vetrina 13 (necropoli bizantina VI-VII sec. d.C.)
Spillone d’argento con una croce (n. 3).
Pettini in osso, ritrovati in tutte le tombe: maschili, femminili e bambini.
Brocche trilobate all’epoca erano poco diffuse in zona
Collana (n. 8) e bracciali (n. 7 e 9) in pasta vitrea. la collana proviene dalla tomba di un’adolescente all’epoca ritenuta affetta da vampirismo (lo scheletro aveva un mattone sul petto per impedirle di rialzarsi).

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